CLEMENTINE
NOSTRANE (MA DIMMI NOSTRANE QUANTO?)
Ciao Sandro,
per venerdì prenderò:
2 kg di cime di rapa
1 cavolo verza
1 kg di broccoletti
1 kg di miluccelle
2 kg di Desirè
e almeno 3 kg di clementine nostrane (ma
dimmi nostrane quanto? )
grazie e a domani
Diana
Tutti sono prodotti nel Parco urbano dell’Irno (località
Staccaruli), eccetto le clementine. Da una parte una tracciabilità perfetta con il volto di coltivatori a noi familiari. Un tempo di percorrenza dal campo alla tavola
in meno di ventiquattro ore.
Ma, le clementine indicate nostrane nella proposta, inducono alla domanda: … nostrane quanto?
Le clementine, dolci e succose come
le arance e simili nelle dimensioni ai mandarini,
utilizzabili in tutte le loro parti: buccia, polpa e succo, sono fonte di salute e aiutano a combattere parecchie malattie e forme tumorali, prevenendo inoltre l'invecchiamento delle cellule. La notevole presenza di potassio e di sodio, elementi utili nella regolazione cardiaca, attribuisce al frutto delle proprietà preventive e curative del sistema cardiovascolare.
utilizzabili in tutte le loro parti: buccia, polpa e succo, sono fonte di salute e aiutano a combattere parecchie malattie e forme tumorali, prevenendo inoltre l'invecchiamento delle cellule. La notevole presenza di potassio e di sodio, elementi utili nella regolazione cardiaca, attribuisce al frutto delle proprietà preventive e curative del sistema cardiovascolare.
Le principali produzioni in Italia sono localizzate in Puglia e Calabria.
Nello specifico la Clementina del Golfo di Taranto Igp risale al XVIII secolo ed è coltivata nei Comuni di Palagiano, Massafra, Ginosa, Castellaneta, Palagianello, Taranto e Statte. Questa varietà è caratterizzata da un sapore dolce e aromatico, polpa succosa e un’ottima capacità di conservazione, qualità che derivano dal clima caldo, soleggiato e poco umido tipico del territorio.
La coltivazione della Clementina di Calabria Igp, invece, risale al 1950 e si concentra nelle zone di pianura della regione: dalla Piana di Sibari e Corigliano alla Piana di Lamezia nel catanzarese, alla Piana di Gioia Tauro-Rosarno, alla Locride nel reggino. Una delle particolarità tipica di questa varietà è proprio la tempistica di maturazione che, a differenza delle altre clementine, avviene già nei primi giorni di ottobre.
In Campania le province che destinano
le maggiori superfici alla produzione delle clementine sono Salerno con il 61%
del totale regionale e Napoli con il 26%.
Nella nostra provincia il principale
areale è rappresentato dalla Piana del Sele. Impianti significativi destinati
alla produzione sono presenti anche nell’Agro sarnese-nocerino. Le varietà
precoci, spesso ottenute con tecniche biologiche o integrate, assicurano la
presenza di clementine da metà novembre.
Dunque, e le nostrane?
Nostrane in quanto riferite ad un luogo
di produzione più prossimo, “sicuro”?
Nostrane in quanto meno sottoposte a
trattamenti?
Nostrane con tempi ridotti di
percorrenza dal campo alla tavola?
L’ideale sarebbe andare per clementine,
contribuire alla raccolta, assaporare il frutto subito dopo averlo staccato dal
ramo.
... solo allora sono nostre ... nostrane.
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